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Ilaria Gallo

“Ricordo col sorriso la prima settimana di lezioni: non avevo ancora scelto la seconda lingua e ho seguito tutti i corsi, prima di innamorarmi perdutamente del suono e della filosofia della lingua cinese”.

“Ricordo col sorriso la prima settimana di lezioni: non avevo ancora scelto la seconda lingua e ho seguito tutti i corsi, prima di innamorarmi perdutamente del suono e della filosofia della lingua cinese”.

 

Ilaria Gallo, 26 anni, calabrese, è laureata in Relazioni Internazionali e attualmente lavora in una multinazionale cinese impegnata nello sviluppo e commercializzazione di prodotti, sistemi e soluzioni di rete e telecomunicazioni. “Da piccola, ho praticato e amato una disciplina a cui penso sempre con gratitudine: la danza classica. È una disciplina spietata: ti mette subito di fronte alle tue inadeguatezze, ma ti insegna il rigore, l’etica, l’eleganza, la necessità di rialzarsi dopo una caduta e di non fermarsi mai, anche se i piedi sanguinano, di continuare ballare su quello che è il palco della vita”.

 

Una volta finito il liceo, la passione per le lingue straniere spinge Ilaria a scegliere la facoltà di Lingue all’Università di Bologna. “Ricordo col sorriso la prima settimana di lezioni: non avevo ancora scelto la seconda lingua e ho seguito tutti i corsi, prima di innamorarmi perdutamente del suono e della filosofia della lingua cinese. Un esempio? L’ideogramma cinese per famiglia è composto da ‘maiale sotto il tetto’, ciò vuole dire che la famiglia ha qualcosa da mangiare e può essere felice. Questo mi ha ricordato tantissimo il sud, la mia famiglia, che ho lasciato presto quando ho sentito l’esigenza di viaggiare e scoprire culture diverse”.


 
Durante gli anni universitari, Ilaria ha viaggiato grazie a due borse di studio: una per Dalian, nel nord della Cina, e la seconda per Hangzhou presso l’Università dello Zhejiang, dove ha conseguito la doppia Laurea Magistrale con l’Università di Torino, con una tesi di ricerca sulle esperienze di vita lavorative delle lavoratrici migranti cinesi. Un argomento che concilia i suoi più grandi interessi: il fenomeno sociale dell’emigrazione e la questione femminile. “Durante questi ultimi anni mi sono dedicata ad alcune attività di associazionismo: il ToChina Hub, per un ponte tra l’Italia e la Cina, e Refugees Welcome Italia, che promuove l'accoglienza in famiglia di rifugiati, come un modo per conoscersi, superare pregiudizi e costruire insieme una società più aperta e inclusiva”.

 

“Anche io, da migrante, ho conosciuto storie di paesi lontani e me ne sono innamorata, senza mai dimenticare quella terra di sole e di mare dalla quale provengo, che mi ha vista crescere, fare lo zaino per andare a scuola, uscire con le amiche, crearmi un’identità e alla quale vorrei un giorno ritornare. Ma Milano, che mi ha accolto, è una città perfetta ‘per seguir virtute e canoscenza’. Per me la conoscenza è il presupposto base di una persona, sono curiosa, lavoro di continuo alla mia crescita personale, sempre mantenendo un atteggiamento umile, perché in una cultura individualista e competitiva come la nostra, l’umiltà resta una virtù vincente”.

 

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