FUTURE MAKERS

Martina Barducci

“Pretendo molto da me stessa e adoro impegnarmi al massimo, specialmente su progetti che tolgono il sonno, tanta è la passione con cui si portano avanti”.

“Pretendo molto da me stessa e adoro impegnarmi al massimo, specialmente su progetti che tolgono il sonno, tanta è la passione con cui si portano avanti”.

 

Martina Barducci è nata a Prato, ma Poggio a Caiano è ciò che ha imparato a chiamare casa: un paesino tra i colli medicei, sconosciuto a molti. “A Firenze ho fatto i primi passi verso la strada dei grandi, tra i corridoi e le aule del liceo scientifico che ancora colorano alcuni dei miei ricordi più belli”. La sua seconda casa, Bologna ai tempi dell'università: “Lì ho costruito quella che sono, ho imparato il senso della sfida, il valore dello spirito di adattamento, la gestione del tempo e dello stress. Ho imparato a credere in me stessa, a tirare fuori la grinta e la determinazione, a essere indipendente”. Martina racconta come, da piccola, voleva diventare pediatra, perché sognava di cambiare l’approccio dell’ospedalizzazione: “sognavo un mondo in cui la malattia non spegne i colori e non snatura la persona”. Questo mondo l’ha trovato facendo volontariato nell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, da cui ha imparato molto, in primis a vedere la vita e i problemi da una prospettiva diversa.

 

“Ho nutrito la mia passione per il management e il marketing con esperienze diverse, e un gusto internazionale grazie alla magistrale in International Management intrapresa con la volontà di unire i puntini al di là dei confini nazionali. E c’è una strada che da Bologna mi ha portato a Uppsala, Svezia, dove ho trovato nel freddo dell’inverno l’instancabile estate che mi caratterizza. Infatti, lavorando per molti anni come animatrice fitness, ho fatto mie le capacità di motivazione, coinvolgimento, energia e positività, che porto con me dovunque”.


Martina ama viaggiare, scoprire posti nuovi e fare domande: crede sia importante tirare le fila a fine giornata e mettersi sempre in discussione. “Credo molto nelle persone, nell’empowerment e nelle sinergie che raddoppiano le forze e portano grandi risultati. Pretendo molto da me stessa e adoro impegnarmi al massimo, specialmente su progetti che tolgono il sonno, tanta è la passione con cui si portano avanti. È quello che è accaduto lavorando su un’idea per una multinazionale del food&beverage: partendo da uno spunto di mercato ho lavorato al business plan di un nuovo prodotto, discutendone con il board a Londra. Credo fortemente nell’impegno, nell’ambizione, nel miglioramento continuo e nella geografia di chi non si sente mai arrivato a destinazione”.

 

In futuro, Martina sogna di lavorare in una grande azienda multinazionale con valori solidi: un’azienda che investa in formazione e innovazione, in cui le persone sono gli asset più importanti.
“Ho le scarpe piene di passi, pronte a camminare a lungo, e ho uno zaino sulle spalle, pieno di voglia di imparare: è lo zaino che ho ricevuto a The Future Makers 2016, un evento che mi ha lasciato un segno indelebile. Ho conosciuto 99 ragazzi straordinari, con cui ho ascoltato e discusso i temi che stanno plasmando il nostro futuro. Ne sono uscita con uno zaino pieno di stimoli, parole, emozioni, voglia di fare e crescere con la consapevolezza che la strada è lunga ma la grinta c’è. In quei giorni a Milano ho respirato un clima propositivo e frizzante, ho visto un’Italia diversa, fatta di ragazzi svegli, mani tese e orecchie aperte, un’Italia che crede nei giovani e nel futuro e per cui non smetterò mai di dire grazie”.

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