FUTURE MAKERS

Martina Borsato

“Quando ho partecipato a The Future Makers, un pezzetto di futuro lo stavo già facendo: così è arrivata Lea ed è difficile esprimere quanto tutto questo mi abbia dato ancora più energia e voglia di vivere”.

Cuore sestese, andatura da milanese. Sono Martina Borsato e ho 24 anni. Il mio percorso assomiglia a quello di un funambolo. Ci sono state tante rivoluzioni in me in questi ultimi anni, ma in tutto questo sono rimasta coerente con me stessa.

Dopo cinque anni di liceo classico mi è rimasta una gran fame di cultura e voglia di cercare la bellezza in tutte le sue estensioni. Mi sono detta però che non mi sarebbe più bastato vederla stampata sui libri, ma che avrei desiderato interpretarla in forma attiva. È venuta così naturale la scelta del corso di laurea in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo, un’interfacoltà, o meglio, un ibrido tra management e materie umanistiche”. Martina arriva all’università da grande lettrice e con il mito del mondo dell’editoria. Ne esce da scrittrice freelance, rapita dall’arte e con la convinzione che, qualsiasi cosa avrebbe fatto nella vita, di certo avrebbe avuto a che fare almeno un po’ con la cultura.

Ama i viaggi on the road e da zaino in spalla, i concerti dove si salta e le colazioni al bar. Le piace stare ore e ore dentro mostre e musei, “finché non sento più i piedi”. Le piace lo sport come filosofia di vita, di discipline ne ha provate davvero tante ma nessuna ha mai superato il suo primo amore: il tennis. “Le persone appassionate mi affascinano ed è per me facile lasciarsi contagiare. Grazie a chi mi sta intorno mi sto avvicinando alla musica classica e al buon vino e ho scoperto il piacere di andare a scovarlo direttamente nelle cantine”.
 
Con un periodo all’estero, che le è servito per mettere in pratica ciò che di management aveva studiato solo in teoria, e con uno stage nel mondo della cultura meneghina che l’ha messa davanti alla grande sfida dell’arte contemporanea. “Ne sono uscita affascinata e fermamente convinta che l’arte abbia ancora, oggi più che mai, qualcosa da raccontarci. Ho deciso di ascoltarla e, in questa disciplina come nella vita, di non fermarmi mai alla prima apparenza”.
 
Così è stato per The Future Makers. “Cosa c’entro io?”, si è chiesta. E subito dopo si è risposta: “Perché no?”. “Partecipare a TMF17 è stato come divorare un libro bellissimo in tre giorni: uno di quelli che più leggi, più ti accorgi di quanto ti rimane ancora da imparare. E quando finisce, forse troppo velocemente, ti costringe a ripensarci, anzi a ripensarti per tutti i giorni successivi. Per di più, quando ho partecipato a The Future Makers, un pezzetto di futuro lo stavo già facendo: alcuni mesi dopo è arrivata Lea ed è difficile esprimere quanto tutto questo mi abbia dato ancora più energia e voglia di vivere”.

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