FUTURE MAKERS

Michel Alimasi

Dalle Nazioni Unite alla consulenza per il Non Profit, Michel Alimasi, riccionese classe 1991, racchiude il suo percorso in due semplici parole: "Why not?".

Dalle Nazioni Unite alla consulenza per il Non Profit, Michel Alimasi, riccionese classe 1991, racchiude il suo percorso in due semplici parole: "Why not?".


Dalle Nazioni Unite alla consulenza per il Non Profit, Michel Alimasi, riccionese classe 1991, racchiude il suo percorso in due semplici parole: "Why not?".
    
Figlio di madre italiana e padre congolese, Michel sin da piccolo ha coltivato il desiderio di sorprendere e sfatare pregiudizi mettendosi in gioco e raggiungendo passo dopo passo piccoli traguardi: “L'ambizione, la curiosità e la voglia di sfidare le regole sono gli elementi che da sempre mi accompagnano nello studio, nella vita privata e in quella professionale”. Un tragitto non sempre lineare, iniziato tra i banchi di un istituto tecnico di Rimini e proseguito con un diploma in Scienze Sociali, una laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna e una magistrale in Politiche della Sicurezza Internazionale, durante la quale frequenta un semestre in Svezia e svolge un tirocinio tra Francia e Benin.

 

Negli anni dell'università, Michel porta avanti molteplici attività di associazionismo, venendo eletto rappresentante degli studenti del Campus di Forlì e dando vita al primo Laboratorio di Eloquenza della città. Le iniziative nel non profit lo conducono, nel 2015, a essere selezionato come uno dei 75 Intercultural Leaders dall'Alliance of Civilizations delle Nazioni Unite (UNAOC), dove ha l'opportunità di incontrare al Palazzo di Vetro a New York l'allora Segretario Generale Ban Ki-Moon.

 

Accanto allo studio e all'associazionismo, Michel segue la passione per i viaggi e le tematiche internazionali prendendo parte a oltre venticinque progetti all'estero, dalla Groenlandia alla Tunisia, dal Caucaso sino a Parigi durante la Conferenza sul Clima (COP21). Tra un viaggio, un esame e la stesura della tesi, scopre per caso il progetto The Future Makers decidendo quasi all'ultimo minuto di candidarsi. L'esperienza di TFM rappresenta un altro momento di "Why not?". Racconta: “Pur non avendo un background economico o ingegneristico, sono riuscito a superare i cinque mesi di selezioni e mi sono ritrovato a condividere con altri 99 studenti un'avventura davvero indimenticabile”. In quei giorni nascono nuove amicizie, idee, sinergie. Gli interventi degli ospiti sono illuminanti e lo portano a conoscere il mondo della consulenza e dell'innovazione tecnologica. “Porto con me, in particolare, le parole di Bebe Vio sull'importanza dell'umiltà e sul ricordarsi di essere giovani ancora in viaggio”.

 

Nei momenti più informali, ha l'occasione di parlare e confrontarsi con consulenti ed esperti della business community, apprendendo come la consulenza possa essere efficace anche nel non profit. “Ho così scoperto un nuovo percorso di carriera che mi ha portato, oggi, a lavorare come consulente per uno studio specializzato in enti del terzo settore. In particolare, mi occupo di valutazione dell'impatto sociale e piani strategici”.

 

The Future Makers per Michel non termina dopo i giorni a Milano. Il suo team conquista il primo posto nel contest TFM, vincendo i biglietti per assistere a TED@BCG. Un'altra esperienza straordinaria e irripetibile. Questa volta da spettatore, la prossima sopra un palco TED? "Why not?!".

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