FUTURE MAKERS

Sandro Okutuga

"Una parte del mio carattere di cui vado orgoglioso? Approcciarmi a ciò che mi è sconosciuto con curiosità anziché diffidenza."

"Una parte del mio carattere di cui vado orgoglioso? Approcciarmi a ciò che mi è sconosciuto con curiosità anziché diffidenza".

 

Sandro Okutuga è un giovane ingegnere di 26 anni, nato a Trento da padre nigeriano e madre italo-svizzera. “Crescere in una famiglia cosmopolita e portare con me la ricchezza di diverse culture e lingue mi ha permesso di sviluppare una mentalità molto aperta”. Crescendo, Sandro era convinto che la matematica sarebbe stata la sua strada. “Alle elementari ero veloce quanto la maestra a fare i conti, mentre alle medie ho iniziato a ricavare da solo formule matematiche (già note da secoli, come ho poi scoperto con rammarico). Alle superiori ho partecipato alle Olimpiadi Nazionali sia di Matematica che di Fisica. Negli anni, però, è cresciuta la passione per gli sport motoristici, al punto che all'università mi sono iscritto a ingegneria meccanica”.

 
Sandro si è formato al Sant'Anna di Pisa: “Lì ho avuto la fortuna di essere catapultato in un mondo dove lo studente medio è un talento a livello internazionale. Ho fatto esperienze toccando quasi tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Brasile e alla Cina. Ho anche partecipato alle finali internazionali della competizione organizzata da Elon Musk per Hyperloop, il treno del futuro che viaggerà a oltre 1000 km/h”. 


Oggi Sandro si occupa di dinamica del veicolo, una branca della meccanica dedicata al comportamento di pneumatici, sospensioni e altre caratteristiche che definiscono il comportamento globale del veicolo in strada. “È la materia ingegneristica più vicina alla matematica che conosca. Quello che mi ha fatto appassionare è la possibilità di tradurre quantitativamente ciò che viene comunemente definito sovrasterzo, sgommata, perdita di aderenza, tutti termini comuni la cui caratterizzazione è difficile quanto affascinante. Lavorando in MotoGP sono votato alla performance del veicolo più che al comfort dei passeggeri, poiché i miei utilizzatori finali sono piloti professionisti. Ciò implica una diversa progettazione del veicolo”. Nel suo lavoro, aggiunge, c’è anche un’utilità sociale. Molte delle funzioni all’avanguardia sviluppate in questo mondo, come i sistemi di sicurezza, vengono poi applicate nei veicoli di serie a beneficio di tutti.


Un ampio spettro di interessi, tra cui The Future Makers. “Ho partecipato all’edizione del 2016 e sono rimasto colpito dal forte network che si è creato tra ragazzi con background diversi discutendo e ascoltando interventi di professionisti di rilievo su temi che rappresentano attualità e futuro. Per un ingegnere come me penso sia importante essere sempre a contatto non solo con l’applicazione pratica della tecnica, ma anche con ciò a cui la tecnica deve tendere: l'ideale, inteso sia come concetto in cui si crede, sia come soluzione senza compromessi a problemi reali. La tecnica sarebbe senza guida se non ci fosse un ideale, e nel contempo un'etica, a capo di tutto. Per me parlare di futuro a The Future Makers ha significato questo, approcciarsi a questioni attuali analizzandone i principi di base e costruendosi un'opinione tramite il confronto costruttivo non solo tra noi studenti ma anche con i consulenti che ci hanno accompagnato”.


Conclude ricordando l’intervento di Andrea Guerra: “È stato per me fonte di ispirazione non solo per i consigli che ha condiviso, ma anche per la sua personalità e per l’attenzione che ha dimostrato verso le persone che lavorano con lui. E ho fatto mio il suo consiglio di non scegliere il nome dell’azienda, ma scegliere il capo”.

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